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"Indaco
ep"

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Erba
Della Strega
| Nuovo
lavoro per gli Albireon, sempre su
Cynferdd e sempre votato a sonorità
vagamente neofolk. Sono rimasto
sorpreso quando ho visto che a
questo nuovo progetto hanno
collaborato anche Ian Read e Sonne
Hagal, a dimostrazione di come le
band quando hanno qualcosa di
concreto da offrire, prima o poi si
tolgono le loro piccole
soddisfazioni. A livello prettamente
musicale questo Ep segue la scia del
precedente "Il volo
insonne", nonostante le
lievissime concessioni al
"moderno" denotate in
"A cold embrace"
potrebbero essere delle nuove strade
da battere... L'Ep dunque può
essere benissimo considerato un
omaggio ai fan in attesa del
prossimo, vero album in studio.
Avrei evitato l'inclusione della
versione live de "Il testamento
dell'avvelenato", non fosse
altro per la bassa qualità della
registrazione, ma tant'è e il
documento di quella serata
organizzata da La Rose Noire va
preso come un cameo all'interno del
disco. |
Ottima
confezione in formato slim Dvd
limitato a 373 copie. Per i fan. Agli
altri curiosi, consiglio di ricercare
"Il volo insonne". [Max
13-34]
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Sonidobscuro
(6.5/10)
373
copias limitadas de este E.P. en digipack de
formato DVD editado por la discográfica
francesa Cynfeirdd, un trabajo de tan sólo seis
temas que presentan al grupo italiano como un
proyecto totalmente integrado en el Dark Folk más
tradicional, pero al estilo italiano, con claras
influencias de bandas más medievales como
Ataraxia o Camerana Mediolanense.
De
hecho las colaboraciones presentes en este 'Indanco
e.p.' pertenecen ni más ni menos que a Ian Read,
de Fire and Ice, y a Sonne Hagal, a los que han
teloneado en algunos recientes conciertos en
Italia; colaboraciones bastante importantes que
integran a Albireon plenamente como un nuevo
proyecto más dentro de la pequeña gran familia
del dark folk más ortodoxo, es decir, vestido
con guitarra acústica y flauta, runas y
tradiciones ancestrales. Aquí habitan preciosas
leyendas, bosques misteriosos, el Sol y la Luna,
y todo el simbolismo propio del genero, que se
encuentra acompañado de ese ambiente tan único
y mágico que sólo el Dark Folk puede propiciar.
Mucha Épica, Naturaleza y Tradición.
Así
pues Albireon parece crecer después de sus dos
cd´s anteriores también editados en Cynfeirdd,
'Le Stanze del Sole Nero' e 'Il Volo Insonne' ,
ofreciendo un breve curso de cómo debe
comportarse un bardo postindustrial en la penosa
sociedad que nos ha tocado malvivir . Preciosa
como siempre la voz de Ian Read en el tema 'Awakening
Dance', sin duda alguna una de las mejores del
genero. Siempre que se trate de un tema
tradicional, como es el caso, el bueno de Ian
Read lo borda. E interesante también la
participación de Sonne Hagal en el tema 'Somewhere
from Heaven', que me recuerda bastante a los
temas de Michael Moynihan -Blood Axis-. Todos
juntos, firman un buen bocado de Dark Folk puro
y duro, sencillo y tradicional. No aporta nada
nuevo, ni creo que Albireon lo pretenda,
resultando interesante sobre todo por las
comentadas colaboraciones. (Alberto Monreal)
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Mick
Mercer's Daily Journal
Having
supported Sonne Hagal on their debut gig,
Albireon do something different with the special
release, including a couple of soings with Ian
Read (from Fire & Ice) and Sonne Hagal, on
this strictly limited edition CD which comes in
an attractive dvd case with the lyrics all over
the inner sides, so as there’s only 373 of
them be quick!
‘La Giostra Delle Foglie Morte’ is both
ghostly and jangly, as the guitar reverberates
discreetly behind the lightly falling vocals and
it rustles along, almost using its own logic,
until fading out into ambient noise.
‘Somewhere Far From Heaven’ is altogether
more laid back and sweet, tinkling softly with
Sonne Hagal encouraging a starker vocal
contribution, and some almost Parisian haziness
which also takes on a shadowy mature form. ‘A
Cold Embrace’ has whisked acoustic over a
tangled background and a rising sound from
crotchety keyboards and distant vocal
histrionics that tug at you as part of the tune
almost sounds like a jaunty accordion;
altogether a very cute, confusing mixture.,
‘Awakening Dance’ is contrite with the flute
bringing out a fragrant medievalism through
which Ian Read waddles, singing of wedding
dances and sounding prematurely old. More remote
and otherworldly, like a band suddenly landing
in Nogging The Nog’s back garden, ‘Ala Di
Falena’ gets a 2006 remix and is still, bare
and beautiful as the melodious synth moves with
the low vocals to evoke something mysterious;
eerie, echoing vocals and a plaintive uncurling
melody working brilliantly well, and then they
close with a live version of ‘Il Testamento
Dell’avvelenato’ which is more basic by
nature, naturally, and with rotating drums and
brusque guitar as rousing as it is sedate. (Mick
Mercer)
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Kronic
(2/5)
Un
cuore inizia a battere dopo appena un mese
dal concepimento del feto. Inizia a pulsare
costante, ritmico e continuo fino a quando
non si spegnerà e l`essere morirà. La
morte fa paura, così come le foglie morte
della prima strofa incisa in questo E.P.. Fa
paura perché sa di nostalgia, sa del tempo
passato e della labilità con cui è corso
via in fretta, e questa sensazione di veloce
e inafferrabile serpeggia spesso per
l`intero lavoro. Tutto sfugge via tra le
dita senza che sia possibile afferrarlo e
goderlo davvero, tutto scompare e lascia di
se solo un fragile ricordo, un ricordo
spesso amaro che fa soffrire per la scoperta
dell`incapacità di afferrare il tempo per
davvero. Il dolore è quello che se ne sta
sul volto in copertina, l`inafferrabilità
è quel colore che oggi sembra non avere
più significato, inghiottito dal tempo e
sostituito da altri termini e rivali. Quante
volte capita di parlare dell`indaco?
Toni soffusi. Questa è un`altra
caratteristica di Albireon, con la
malinconia sono gli elementi che più ne
caratterizzano suono e poetica, e anche in
questo EP sono presenti dal primo all`ultimo
respiro. Quello che cambia è il resto della
tavolozza, perché nel profondo tutto è
rimasto costante a pulsare come un cuore
piccolo come un pugno di un bambino. A
cambiare, e in bene, sono certi umori che in
`Somewhere Far From Heaven` sanno quasi di
primi anni settanta, di fuga in macchina con
la donna dei tuoi sogni, che indossa un paio
di occhiali scuri per proteggersi dal sole
mentre i capelli le volano in cielo. Fuga in
un paese di mare, fuga tra le stradine
tortuose, con una sigaretta in bocca e un
senso di amaro ricordo negli occhi. A
cambiare sono gli ospiti, che qui hanno i
nomi pesanti di Sonne Hagal, proprio nella
canzone in questione, e Ian Read in
`Awakening Dance`. A cambiare però è anche
il risultato.
Intendiamoci, siamo di fronte a un EP di
circa mezz`ora, siamo di fronte a un lavoro
che presenta esperimenti come la
subconscious version di `Ali di Falena` e la
registrazione live de `Il testamento
dell`avvelenato`, ed è per questo motivo
che il giudizio deve essere visto in
quest`ottica, nell`ottica di un esperimento,
di un passo che non è falso ma laterale,
perchè quanto di buono detto/fatto in
precedenza rimane. Il problema, quello che
non mi ha convinto in questo lavoro è
soprattutto il suono, un suono pastoso dove
gli elementi che, secondo me dovrebbero
starsene in primo piano, si confondono con
quello che è il tappeto sonoro, un suono in
cui le intuizioni migliori spesso non si
distinguono. Sembra che tutto debba essere
allo stesso livello, ma nella musica non è
così, e la ritmica troppo spesso prende il
sopravvento e cancella il resto, `A Cold
Embrace`. Qui non si parla di criticare le
versioni live, ma quelle in studio, dove,
secondo me, sarebbe stata necessaria una
scelta differente, dove la voce e le melodie
avrebbero dovuto avere un peso maggiore
nell`ottica sonora, mentre `Indaco` mostra
un magma che risulta difficile da apprezzare
perché confuso e la musica, soprattutto
quella più intima, ti deve abbracciare e
non tenerti lontano.(Federico Tozzi)
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Gothtronic
(7.5/10)
Albireon
is a neofolk group from Italy that, as happens
more often, smoothen their neofolk with a bit of
ambient and influences from their own region
of origin. Indaco EP is a release on which some
special songs are collected that came int
existance in cooperation with other musicians
from the neofolk realms. ‘La Giostra delle
Foglie Morte’ actually sounds like a ghost in
the fog, with vocals upfront and an ethereal
drone guitarsound wandering off in the
background. ‘Somewhere Far From Heaven’
together with Sonne Hagal, is a bit more
versatile. In this song existing traditional
melodies have been used. ‘A Cold Embrace’
has a accordion central in the mix and is
mediterranean in atmosphere. The vocals in this
song have been placed to the background in the
mix. ‘Awakening Dance’ is the English
languaged version of ‘Danza del Risveglio’
and this has been sung by Ian Read, known from
Fire+Ice. ‘Ala di Falena’ is a dreamy song,
recorded last year in a new version for this EP.
With concerts Albireon uses more percussion,
such as one can hear in the recording of van
‘A Testamento dell’Avvelenato’, recorded
when the band did it’s first performance as
support for Sonne Hagal in Modena in Italy.
Cynfeirdd has a talent to select neofolk bands
that know how to process traditional local
influences into their music in a delicate way,
yet do not reject the use of modern equipment
such as electronica. This ep is packaged in a
beautiful dvd case with the lyrics spread over
both halves.(TekNoir) |
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Filth
Forge
It
was a pleasure to listen to Albireon's music,
the Italian project that finds its inspiration
in neofolk mixed with a bit of ambient and
Italian folk influence.
"Indaco
EP", realised after other important works
like "Amniospheres" demo (2000), their
first full length album "Disincanto"
(2001) and "Il Volo Insonne" (2005) is
composed by 6 tracks very different one from
another, and enriched by the precious
cooperation of Ian Reed and Sonne Hagal. The
main characteristic of this work is the
intimistic mood: music and words are mixed up in
beautiful compositions where the sounds are able
to express emotions beyond a real verbal
comprehension.
Albireon
are not strictly walking along the path of
neofolk tradition since the strong will to
express their authentic interiority reminds
somehow the authorial scene beside the Italian
folk tradition. Moreover, they show a good
ability to combine traditional local influences
with electronic elements. I liked especially the
evocative track "Awakening Dance",
sung by Ian Reed, and the Mediterranean sounds
of "A Cold embrace". (Roberta T.)
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Ver
Sacrum
Albireon:
Indaco e.p. (EP - Cynfeirdd, 2006). Gli Albireon
hanno ormai una discreta carriera alle spalle
(al loro attivo ci sono diversi album ma anche
la partecipazione a numerose compilation…), ma
purtroppo non hanno suonato spesso dal vivo. È
stato però grazie al loro primo concerto,
tenutosi a Modena il 29 ottobre 2005 (serata
durante la quale Davide Borghi e compagni si
esibirono come opening act di Sonne Hagal…),
che gli emiliani hanno posto le basi per la
realizzazione di questo nuovo ep, contenente sia
un brano registrato dal vivo proprio in
quell’occasione (“Il testamento
dell’avvelenato”), sia un paio di pezzi in
cui compaiono come ospiti speciali lo stesso
Sonne Hagal e Ian Read dei Fire+Ice (“Somewhere
far from heaven” e “Awakening dance”).
C’è da dire che se Indaco non fosse stato
granché in quanto a contenuti (cosa che tra
l’altro non è affatto vera!), avrebbe
meritato comunque di essere preso in
considerazione anche solo per il modo in cui si
presenta, sto infatti parlando di
un’elegantissima confezione con box dello
stesso formato di quelli usati per i dvd,
impreziosita da una grafica a dir poco
strepitosa e da bellissime immagini realizzate
da Massimo Romagnoli. Raramente ho visto lavori
tanto belli e curati negli ultimi tempi, per cui
non posso che far notare la cosa e aggiungere
che ad essa si abbina musica molto piacevole e
ben fatta. Le sei tracce dell’ep (che in tutto
dura circa trenta minuti) sono caratterizzate da
atmosfere delicate e sognanti, ottime per
rilassarsi e per estraniarsi dal mondo
circostante. Gli Albireon sono sì dediti al
neo-folk, ma l’interpretazione che danno di
questo particolare genere è molto personale,
tanto da riuscire a convincere persino una
scettica come me, che da parecchio ha perso
qualsiasi interesse per tale stile musicale. Qui
però non si parla certo di gente che realizza
materiale scontato e qualitativamente
criticabile, perché il quartetto sa il fatto
suo e ci propone canzoni che non sono solo belle
e ben suonate, ma anche intense ed emozionanti.
Se siete dei collezionisti vi raccomando di non
perdervi la release in questione (limitata a
sole 373 copie!), ma la consiglio pure a tutti
gli amanti del folk più “etereo” e
malinconico, che in essa è davvero espresso nel
migliore dei modi! Per informazioni:
http://www.cynfeirdd.com/. Web: http://www.albireon.it/.
email: d.borghi1@virgilio.it.
(Grendel) |
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Heathen
Harvest
'Indaco'
is the latest MCD from Italian act albireon, and
their third release for cult French label
Cynfeirdd, this time beautifully packaged in a
slimline clear DVD case featuring their usual
high standard evocative artwork and also the
complete lyrics to all the songs in addition.
From their initial formation in 1998 by Davide
Borghi & Carlo Baja-Guarienti, they have
steadily and surely built up a strong following
through collaborations with Ataraxia's Vittorio
Vandeli, a live support slot for Sonne Hagal's
first Italian live show, and the addition of
further members Stefano Romagnoli & Lorenzi
Borghi.
Having
expanded and refined their sound over a number
of demo tapes & CDRs since 1999, as well as
two previous CDs released by Cynfeirdd (2004's
'Le stanze del sole nero'. & 'Il volo
insonne' from 2005), 'Indaco' finds them in the
highly respected company of both Fire + Ice's
Ian Read & Sonne Hagal who contribute their
vocal talents to two of this six track MCD's
songs. The heartfelt honesty of their basic
sound conjured by the combination of acoustic
guitar & restrained ambient keyboards has
also earned them a place on numerous
compilations. With 'Indaco' we now have a taste
of what their new album in progress, 'Le fiable
dei ragni funamboli', may bring to the
international dark-folk scene - as described by
themselves as 'our path through the acoustic
poetry of italian songwriters, the energy and
strength of neofolk, the gloomy atmosphere of
industrial and ambient landscapes and the
timeless heartbreaking melody of traditional
emilian music.'
The
heavily reverbed voice and guitar of 'La giostra
delle foglie morte' combines a simple hypnotic
progression with lush strings, underpinned by
the gentle echoing ambience which moves to the
fore towards the song's end, effortlessly
immersive and delicately ethereal with the
impact of its esoteric overtones. The mood has
been set, and the next song shifts gear slightly
with the appearance of drums playing a
restrained rock influenced 4-beat, followed by
the primary combination of hushed vocals and
acoustic guitar once more. 'Somewhere far from
heaven' differs however in that tasteful piano
has replaced the strings, and the voice is that
of Sonne Hagal, although the change in vocalists
is barely perceptible, for except for a slightly
deeper tonal quality, it fits the musical
background perfectly. The chant of 'How can we
hear the breathing of God in ourselves' that
occurs mid-song adds urgency and immediacy that
counterpoints well with the more dreamlike
verses and the following bridge, and with the
return of a string section as the track reaches
conclusion, a filmlike visual quality is
imparted that sweeps the consciousness away with
it's own personal dreams.
The
echoing loops, acoustic strumming and accordian
that herald 'A cold embrace' maintains the drive
of the preceding song despite the lack of drums,
and the more pained singing forms a hypnotic
weave reminiscent of a march into eternity.
Fading echoes and the repetition of the
squeezebox's motif as it concludes almost
suggests a view of an earth receding into the
distance, or at the very least, receding into
distant memory - seemingly very apt and true to
the song's lyrical concept of loneliness,
withdrawal and finality. 'Awakening dance' comes
next as we hear the contribution of Fire + Ice's
Ian Read to the MCD. Restrained minimalistic
chords slowly build after initial trepidation
into more fiercely strummed patterns, which then
combine with Ian's unique instantly recognisable
tones and high pitched delicate accordion. The
addition of folk percussion and cymbals add a
highly effective ritualistic pagan feel, which
rise and fall almost as the turning of the
seasons. A militaristic snare and additional
backing vocals add poignancy until it is once
more only the fixed-reed phrases bringing
conclusion to a piece very much in keeping with
the English folk tradition's style and impact.
The
final two songs of the release bring us a
re-recorded version of 'Ala di falena' (from
2005's 'Il volo Insonne' full-length) and a live
albireon version of an old Emilian folk ballad
entitled 'A testamento dell'avvelenato'. The
first of these tracks is a far more low-key and
ambient version than it's original counterpart
that fits perfectly with the rest of this
release in terms of mood. Slow fingerpicked
riffs have replaced the strumming, and the vocal
performance brings to mind the atmosphere of
various sacred music, again matched by hollow
reverberating ambient backgrounds. With so many
re-recordings turning out be a cheap commercial
tactic, this time the trend is bucked by a piece
barely recognisable to its original counterpart,
and which adds interest and thematic progression
to 'Indaco'.
The
final song is one I would guess that few have
heard other than those who come from albireon's
homeland region, and which adds a fitting
resolution to the MCD in addition to providing
insight into the band's cultural wellspring.
Organ, drum, and guitar provide the setting for
a celebratory sounding rousing march, and much
is made clear as to the inspirations of albireon
from their own tradition, as the singing bursts
with patriotic pride and the accordian style
which is now also familiar through their other
songs. A militant accapella section finished by
a final drumming flourish brings the release to
a stirring and fitting end, both energising and
thought provoking.
Overall
it is hard to find fault with this release at
all, and even the overall length becomes
irrelevant when the material it contains gels
together so beautifully despite the variety of
it's disparate parts. Excellently presented,
intelligently created and expertly realised this
is essential for fans of the band, highly
recommended for the intriguing guest appearances,
and a more than worthy investment for all
neo-folk devotees. An exemplary release by an
inspired band. (Silver Hand)
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Real
Dark Dream
Un
vecchio detto coreano afferma che l'indaco è
"più blu del blu originale" e Indaco
è il titolo dell'ultimo lavoro firmato Albireon.
Uscito in edizione limitata per la Cynferdd
comprende, oltre al live Il Testamento
dell'avvelenato e una versione recente di Ala di
Falena, due preziose collaborazioni con Sonne
Hagal e Ian Read.
La Giostra delle Foglie Morte, con cui si apre
l'ep, è un brano nostalgico che rivela quel
particolare male di vivere, concretizzato nella
recondita paura nei confronti della vita e delle
sue espressioni più semplici e comuni, come
l'amore che fa degli esseri umani "delicata
filigrana di foglie morte". Si respira
anche un ineluttabile smarrimento di fronte
all'epilogo stesso della vita e alla sua sintesi
che si rivela essere nient'altro che un
"folle Carnevale". Tutto il brano si
sviluppa su un'aria malinconica, quasi confusa
sul finale ripetuto su un'ossessiva linea guida.
Con Somewhere Far From Heaven si fa un passo
indietro nel tempo. Un inizio che vagamente
ricorda alcuni brani dei primi anni '80 e
un'atmosfera satura di nostalgia verso una
condizione felice ormai perduta. Ormai solo il
freddo ci circonda in un posto lontano da quel
paradiso felice. Un brano che, personalmente,
interpreto secondo più chiavi di lettura.
L'atmosfera che ci avvolge e il contributo
vocale di Sonne Hagal che apporta alle liriche
eleganza e intensità , fanno di questo
brano la perla di Indaco. Anche se, in molti
punti, il cantato non sempre appare limpido, le
note si snodano attraversando un dedalo di
emozioni sedate, culminando in un clima quasi
tragico. Un sofferto lamento che affiora tra le
increspature sonore.
Una collezione di voci confuse nella melodia ci
avvolge nel suo abbraccio, mentre la pioggia
cade e la notte arriva. Echi mischiati a
reminescenze popolari. A Cold Embrace è un
brano, per certi versi, sperimentale, anche
nell'uso di distorsioni e nella scelta casuale o
dettata da una ragione ben precisa, di porre la
voce ad un livello più basso, mettendola quasi
sullo stesso piano della musica.
E' il momento del risveglio, fugaci memorie
medievali si stagliano, come ombre, nel tessuto
sonoro. Awakening Dance si presenta come
un'antica ballata, opprimente sul finale, fino a
un indistinto giro di note in multipla
ripetizione. Gli ultimi due brani sono Ala di
Falena: un affascinante racconto musicale e Il
Testamento dell'Avvelenato, omaggio alla musica
popolare, dal suono imperfetto, tipico dei live.
Poetico ed elegante, Indaco prosegue lungo la
direzione intrapresa con il precedente album,
costituendone, quindi, un'appendice quasi
indispensabile, anche se, è doveroso rimarcare
l'elemento negativo individuabile proprio nel
frequente livellamento sonoro tra voce e musica,
che non sempre può essere visto positivamente.(Nerofluo) |
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Rosa
Selvaggia
Non
c'è niente da fare: Albireon si presentano
sempre più come una delle conferme più
concrete nel nuovo panorama dark italiano. In
questa occasione il gruppo di Davide Borghi fa
uscire un EP di 6 pezzi, ma a differenza del
passato, dove coesistevano più generi in
ciascuna composizione, stavolta il quartetto
emiliano si cimenta con il più puro neo-folk,
dimostrando che il genere non è solamente
appannaggio delle più blasonate band del
centro Europa. Ogni singolo brano, guidato
dalla voce di Davide, è alimentato da
correnti riconducibili a band quali Forseti,
Orplid, Death in June, Ostara, ecc. Ho saltato
appositamente due nomi importanti di questo
filone, poiché hanno direttamente partecipato
alla realizzazione dell'album: i Sonne Hagal,
che hanno prestato la voce di Oliver in "Somewhere
far from heaven", e nientemeno che mr Ian
Read che canta in "Awakening dance"
(qui fortemente rielaborata assieme ad
"Ala di falena", entrambi brani
originariamente previsti nel cd "Il volo
insonne"). Chiude poi il cd il bel live
"Il testamento dell'avvelenato". Che
dire? Gli Albireon hanno corso il rischio di
cadere nell'anonimato di tante band del genere
folk-apocalittico, che ormai stanno veramente
rincorrendosi una con l’altra, ma ne sono
usciti secondo me in maniera egregia.
Splendida confezione slim-dvd, con stampati
all'interno i testi da leggere e rileggere più
volte, poiché sono parte indispensabile (e
non di contorno) delle composizioni. (Anialf) |
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Ascension
# 14
Ed
eccoci ad un’altra pagina di poesia musicata
ad opera dei nostri Albireon, racchiusa in una
delle sempre accattivanti confezioni volute da
Cynfeirdd e nell’usuale piccola tiratura
destinata ai più attenti e “veloci”
appassionati del genere. Trattasi di sei
esercizi di eleganza armonica e linguistica,
equamente divisi tra lingua italica ed idioma
anglosassone, a cui hanno collaborato due nomi
importanti quali Sonne Hagal (che presta la
sua voce in “Somewhere Far From Heaven”) e
il maestro Ian Read (in “Awakening
Dance”).
Questo
incontro rinnovato con Albireon è appagante,
forse breve ma intenso. Anche se già
ascoltate altrove, “Awakening Dance”
(ricordo con l’apporto di Read) e “Ala Di
Falena” provocano emozioni
nuove….Nonostante la pur approssimativa resa
in sede live, “Il Testamento
Dell’Avvelenato” è un grande esempio di
stile…Chissà se, un domani, questo
intuitivo recupero di canti tradizionali potrà
trovare una migliore resa in studio, magari
amalgamato a brani propri…(Alberto Lutriani)
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Herz
Und Geist # 5
La
carriera degli Albireon procede decisa e
spedita. In pochi anni la band emiliana ha
saputo inanellare uno dietro l’altro uscite
significative ed accasatasi ormai in pianta
stabile presso la francese Cynfeirdd si
ripresenta la suo pubblico di seguaci
ascoltatori con un nuovo cd.
“Indaco”
prosegue la storia degli Albireon che fin
dagli inizi ha incentrato il suo marchio sui
toni soffusi e ovattati del sogno. I brani che
Davide e company si dilettano a comporre hanno
sempre quell’aurea fiabesca ed incantata
tipica delle storie che amavamo ascoltare da
bambini. La dimensione acustica calza a
pennello alle storie messe in musica dai
nostri e già l’iniziale ballata de “La
giostra delle foglie morte”, con quella voce
riverberata e ir umori di sottofondo del luna
park, mette addosso inquietudine ma anche
tanta malinconia. Un sapore autunnale che si
espande in tutto il lavoro e si ritrova in
forti dosi in “Somewhere far from heaven”
(con la partecipazione come ospite di Oliver
dei Sonne Hagal) e anche e soprattutto in “A
cold embrace” . Un pezzo scarno ed
essenziale ma intenso ed evocativo. Una
raccolta intimità che Ian Read (altro ospite
d’onore) fa sua e interpretandola con
il suo ormai consolidato pathos in
“Awakening Dance”. Una ballata lunare
malinconica e delicata, un’invocazione per
arcaiche cerimonie. A concludere il lavoro,
quasi come sigillo ideale, uan song
tradizionale emiliana, “Il Testamento
dell’Avvelenato”, registrata dal vivo
durante un gig in quel di Modena. Nuova prova
superata da parte degli Albireon, gruppo
capace di interpretare in modo originale un
genere coem il neo-folk e di sapere
ricongiungerci con una certa dimensione
agreste e arcana che il vivere nelle metropoli
ha ormai relegato ad un ricordo lontano.
(Ottavio Chiodo)
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Darkroom
Magazine (8/10)
Ammetto
(e non posso fare altrimenti) che arriviamo a
parlare di
"Indaco" con ritardo quasi
ingiustificato (usciva a ottobre 2006), ma
altrettanto ingiustificato sarebbe ignorare un
buon prodotto di scuola
italiana e una band su cui ancora devono
accendersi le luci di una
vasta platea. L'ensemble di Davide Borghi ha
avuto finora una
produzione costante (tra CD e CDr) grazie alla
piccola e attivissima
label francese Cynfeirdd, ma mi chiedo perché
nessuna delle tante
etichette italiane dedite al panorama
alternativo non abbia ancora
cercato di dare alle stampe qualcosa degli
Albireon. Ciò che risalterà
agli occhi (e spero anche alle orecchie)
dell'ascoltatore di "Indaco"
sono le presenze di noti musicisti e cantanti
stranieri che sostengono
in modo evidente il progetto: mi riferisco a
Sonne Hagal, che presta la
propria voce in "Somewhere Far From
Heaven", a Ian Read (Fire + Ice),
che canta sulle note di "Awakening
Dance", e ad Eric Roger, che si è
occupato del mastering. Ma, al di là dei nomi
altisonanti, questo mini
possiede la leggerezza dei sogni ottenuta
tramite la rara dote di saper
creare grandi melodie, espresse tramite uno
stile che può ricordare una
versione meno neoclassica dei primi Argine. I
quattro brani inediti
sono costruiti su basi di chitarra acustica (a
volte vicine al
neofolk), arrangiamenti
elettronico-orchestrali e inserzioni di
strumenti folk come l'organetto e il flauto:
tali elementi fanno da
contraltare ad una voce malinconica di buone
potenzialità, ma non
sempre modulata al meglio. I due brani finali
constano nel recupero di
"Ala Di Falena" (pubblicata in
origine nell'album "Il Volo
Insonne") in
una versione alternativa e in una versione
live de "Il Testamento
Dell'Avvelenato", canto popolare di
grandissimo effetto, ma brutalmente
svilito in questa sede da una registrazione
raccapricciante. Ho
preferito non considerare in sede di rating la
resa audio altalenante,
colpevole di sporcare la bellezza della
musica: purtroppo anche la
parte tecnica necessita di attenzione, e se
non fosse stato per il nome
Cynfeirdd che campeggia sul disco, avrei
pensato che "Indaco" fosse un
demo registrato alla buona nella cantina di
casa. Se in "Somewhere Far
From Heaven" la sessione ritmica annega
sotto le note di chitarra,
quest'ultima viene coperta in più brani da
una tastiera squassante.
Inoltre la voce di Davide, capace di passaggi
emozionanti, sembra
necessitare di qualche toppa in sede di
registrazione, onde evitare sia
un noioso 'effetto lontananza' che la
scomparsa nella spirale degli
strumenti (fatto, quest'ultimo, piuttosto
evidente nella fantastica
ballata "A Cold Embrace"). Alla fine
rimangono in evidenza le superiori
capacità compositive e di assemblaggio dei
suoni che fanno degli
Albireon una realtà che non ha bisogno di
conferme, ma solo di qualcuno
che ne valorizzi appieno la grande carica
poetica. A mio avviso "Indaco
E.P." è un disco da avere assolutamente,
ma a breve la band di Davide
Borghi potrebbe ricevere una consacrazione di
portata ben più ampia. (Michele Viali) |
| DSide
Collaborazioni
illustri per questo prodotto che riesce a
sfiorare sommità ispirative di buona fattura,
anche se con discutibili successivi difetti
nella fase di esposizione. Spentisi gli echi
del primo demo 'Where free birds sleep' del
1999, realizzato in collaborazione con gli
Ataraxia, ci siamo occupati di loro nel 2005
con la pubblicazione cd in formato digipack
intitolata 'Il volo insonne' dove si
accusavano alcune pecche sulle proprietà
canore del vocalist Davide Borghi. 'Indaco
e.p' è stato pubblicato nel 2006 ma puntiamo
l'occhio e l'orecchio su di esso volentieri,
anche a distanza di tempo. 'La giostra delle
foglie morte' opening track, è immensamente
bella, il testo è assai evocativo e riesce a
catturare l'attenzione fin dal primo ascolto
essendo incentrata su semplice lavoro di
chitarra, keyboard e voce, che avrebbe dovuto
essere assolutamente ben più calibrata. Non
sfuggono nella song almeno due picchi non
particolarmente intonati, ma nemmeno passa
inosservata una ragguardevole, strugge nte
capacità di appellarsi alla pura malinconia.
'Somewhere far from heaven', in cooperazione
con Sonne Hagal, per quanto ben studiata,
rileva qualche inesattezza di troppo in sede
di orchestrazione:le strumentazioni viaggiano
separate con qualche frazione di secondo l'una
dall'altra, i vocals di Davide reggono a
stento la calligrafia della song riducendo di
qualche lunghezza l'effetto globale. 'A cold
embrace' regala istanti di fascino straniante.
Il connubbio fisarmonica-guitar-voice,
intraprende un viaggio senza tempo dalla
convincente espressività. Analizzando 'Awakening
dance', creata in collaborazione con l'ex
Current 93, Death in June ed infine Fire+Ice
Ian Red, ci imbattiamo in evoluzioni gothic
mosse da gentili sospensioni vocali,
arrangiamenti più precisi e più rilevante
spessore compositivo. 'Ala di falena (subsconscious
version 2006)', trasmette immediatamente
un'aurea oscurata da mestizia ed
introspezione, qualcosa di molto vicino alla
grazia suprema con cui la crisalide evolve in
farfalla. La sottile tastiera di Carlo Baja
Guarienti allinea a sè quattro perpetui
accordi chitarristici attorno a cui sono
ricamati gli accenti del singer, generando una
song penetrante e notturna. Siamo altresì
costretti a rimostrare un certo disappunto
considerando la scarsa qualità della traccia
live 'Il testamento dell'avvelenato', ultima
dell'e.p., che lascia trasparire un'amara
perplessità, sempre focalizzata nella
modulazione vocale, caratteristica che deve
assolutamente essere presa in esame e
rettificata. Pur non costituendo un prodigio
discografico 'Indaco e.p.' muove a sè
sufficienti elementi creativi tali da
incentivare il nostro supporto agli Albireon
con un perentorio ammonimento: prendere serio
atto dell'apparato vocale ed in seguito
irrobustirlo con intonazioni più decise ed
azzeccate, nonchè con una ben più arrangiata
intelaiatura strumentale. Se ciò venisse
risolto avremo una band di cui sfoggiare le
grandiose gesta. Una promessa?...
-|-|-» Qualche altro futuro errore di
percorso arginerebbe definitivamente la
loro ascesa. Confidiamo nel loro spirito di
sopravvivenza... |
| Alternatizine
Il
progetto
musicale ALBIREON nasce verso la fine del 1998
dalla volontà di Davide Borghi (Vocals,
guitars, lyrics) e di Carlo Baja-Guarienti (Keyboards,
piano, flute), di unire le loro forze, dopo
esperienze musicali differenti. Tra gli
ascolti musicali privilegiati dalla band di
Reggio Emilia, troviamo i Caanan i Sonne Hagal,
i Paradise Lost e gli Ataraxia; e a tal
proposito il primo demo intitolato “Where
Free Birds Sleep” fu s registrato nel 1999,
con l'aiuto del chitarrista stesso degli
Ataraxia, Vittorio Vandelli.
Del
sampler “Intimations of Immortality volume
V”, (Energeia) fa parte la traccia degli
ALBIREON intitolata “Estel”. Nel 2000 è
il primo demo “Amniosphere” a spargere il
loro nome nell’ underground della folk-dark
music. La prima vera produzione completa è
“Disincanto”, CD-R pubblicato nel giugno
2001. Alla fine dello stesso anno Davide
incontra Stefano Romagnoli (programming,
samples, recording) e i risultati di tale
collaborazione portano alla creazione di “Le
stanze del sole nero”..vidente il gusto
neofolk neofollk,oa.bireon è la nudità del
suono Pubblicato verso la fine del 2002 e
riedito da Cynfeirdd in serie limitata
dell'edizione E4E, con 4 bonus track, nel
gennaio 2004, “Le stanze del sole nero” è
il primo lavoro ufficiale degli ALBIREON ed ha
avuto un buon riscontro non solo in Italia ma
anche all’estero. Il 2004 vede anche
l’ingresso ufficiale del drummer Lorenzo
Borghi che appare infatti nella formazione
attuale della band.
Il
primo concerto degli ALBIREON il 29 ottobre
2005 a Modena, vide la collaborazione della
band con i Sonne Hagal, la cui presenza e
partecipazione ritroviamo in quest’ultimo
lavoro del 2006 “Indaco e.p.”, sotto
etichetta Cynfeirdd .
Il
mini CD è costituito da 6 tracce attraverso
le quali vengono riproposti i temi e i suoni
cari al genere Neofolk. Una delle
caratteristiche più interessanti del sound
degli ALBIREON è la nudità del suono che si
manifesta soprattutto attraverso l’uso di
chitarra acustica e attraverso la rilevanza
data alle tastiere. L’ idea di base
sicuramente piacevole viene però leggermente
penalizzata da una registrazione che purtroppo
non considero delle migliori. Qua e là, si
sentono primeggiare gli strumenti sulla voce o
viceversa. Un esempio di ciò è “Il
testamento dell’avvelenamento” in cui il
sound complessivo è oscurato dalla
predominanza delle percussioni (ma forse è
l’effetto del live); oppure “La giostra
delle foglie morte” in cui la voce rimbomba
sulla chitarra in primo piano.
In
ogni caso, sono certa che “Indaco ep”.
scaturisca da buoni presupposti. Come appare
evidente dalla loro biografia, gli ALBIREON
hanno una storia validissima alle spalle, per
cui credo che, tramite piccoli accorgimenti,
ci si possa aspettare da parte di questa band
un tipo di produzione futura di ottimo livello
e di sicuro interesse.
(Laura
Deiana) |
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Ritual
# 28
In
passato abbiamo più volte avuto modo di
trattare questo progetto, sottolineando che si
tratta sì di una band che si muove con
disinvoltura nel panorama neo folk, ma che sa
andare oltre i semplici dogmi del genere,
provando a dire qualcosa di originale in
questa (sotto)scena. ‘Indaco’, che arriva
in una confezione “lunga” stile dvd,
raccoglie quattro brani completamente nuovi,
di cui il più riuscito è l’incantevole
pezzo d’apertura (‘La Giostra Delle Foglie
Morte’), oltre alla quasi recitata
‘Somewhere Far From Heaven’ (che vede la
partecipazione di Sonne Hagal) e
l’ancestrale ‘Awakening Dance’,
impreziosita dalla carismatica voce di Ian
Read. Chiudono una nuova versione di ‘Ala Di
Falena’ e ‘Il Testamento
Dell’Avvelenato’ dal vivo. C’è ancora
qualcosa da rivedere in sede di produzione
(soprattutto per la voce, a tratti
monocromatica, che non sempre rende giustizia
ai bei testi), ma la strada è quella giusta.
(Fabio Babini) |
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